Costi nascosti
Due investimenti uguali in tutto, tranne il prezzo. Uno costa poco, l’altro di più. Quanto cambia alla fine?
Esempio
Dopo 30 anni, con B ti ritrovi:
—
Se parti da zero, lascia 0.
È uguale per A e B: i due investimenti comprano le stesse cose. MSCI World e S&P 500 sono le medie del passato (1999–2025 e 1996–2025, in dollari), che non garantiscono il futuro.
A, costa poco
per esempio un ETF
B, costa di più
per esempio molti fondi comuni
È la percentuale che l’investimento si trattiene ogni anno, senza che tu la veda. La trovi nel documento informativo del prodotto (il KID), alla voce “costi correnti”.
Ci sono anche costi su ogni versamento?
Alcuni fondi trattengono una percentuale ogni volta che versi (si chiama commissione d’ingresso). Per molti ETF è zero, per alcuni fondi arriva al 2–3%.
Anno dopo anno
Tocca o trascina il dito sul grafico per vedere un anno.
Quanto varrebbe l’investimento in quell’anno, prima delle tasse.
Alla fine, dopo le tasse
Perché la differenza è così grande?
I costi ti tolgono soldi due volte: quando li paghi, e perché quei soldi non possono più crescere.
- 1. Costi in più pagati con Bi soldi usciti dal tuo investimento, anno dopo anno
- —
- 2. Crescita mancataquanto avrebbero fruttato quei soldi, se fossero rimasti investiti
- —
- 3. Meno tasse con Bcon B guadagni meno, quindi paghi anche meno tasse
- —
- Differenza finale
- —
Le parole da sapere
- TER
- Il costo annuo di un fondo o di un ETF. Non arriva come una bolletta: viene tolto dal valore dell’investimento, un pezzetto ogni giorno. Per questo quasi nessuno ci fa caso.
- ETF
- Un fondo che copia un indice di Borsa, per esempio le principali aziende del mondo. Non deve pagare gestori che scelgono i titoli, quindi di solito costa poco: spesso tra lo 0,1% e lo 0,3% l’anno.
- Fondo comune
- Un fondo in cui un gestore sceglie dove investire. Costa di più, spesso tra l’1,5% e il 2,5% l’anno, perché punta a fare meglio del mercato. Per recuperare la differenza di costo, però, deve riuscirci ogni anno.
- Interesse composto
- I guadagni producono a loro volta altri guadagni. Funziona anche al contrario: ogni euro pagato in costi è un euro che non cresce più, per tutti gli anni che restano.
- Bollo e tasse
- Ogni anno lo Stato trattiene lo 0,2% del valore (l’imposta di bollo). Quando vendi, paghi il 26% su quanto hai guadagnato.
Come faccio il calcolo
- Investo i soldi iniziali e poi la cifra mensile, all’inizio di ogni mese.
- Ogni anno l’investimento cresce della percentuale scelta, uguale per A e B, e paga il suo costo.
- A fine anno tolgo il bollo.
- Alla fine immagino che vendi tutto e paghi il 26% sul guadagno.
- Confronto quello che ti resta con A e con B.
Non sono incluse le eventuali commissioni della banca o del broker su ogni acquisto. Gli investimenti in titoli di Stato possono pagare meno tasse del 26%.